Carducci da " Ritmi e rime "  :

...e poiché il vino c'era
riempii la mia coppa.
Come pazzo cantando attesi
l'alba lunare:
a canzone finita i miei sensi
se n'erano andati.

Baudelaire da " Il vino solitario "  :

...o bottiglia profonda
i balsami penetranti che
il ventre fecondo
conserva per il cuore alterato
del poeta santo...

Caprioni da " Delizia del bevitore " :

Bicchiere dopo bicchiere
D'un bel rosso acceso
In fiamma con la
trasparenza dell'albero
E' solo (è sera) al tavolo
d'uscio dell'osteria
Guarda la via andar via
verso il bosco e il buio
Sa l'ombra.
Ma è in allegria.
Carezza la bottiglia con mano amorosa
(beve vino o una rosa?)

Cardarelli da " Ottobre "  :

...amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sapendo che un giorno

 

 

Cercherò nella terra,
proverò a sentire il profumo
e immaginarlo sciolto
nel candore del vino.
Cercherò di ascoltare il suono ondulato
delle foglie di vite,
sospese nell'aria
per proteggere
i grappoli d'uva.
Mangerò la polpa di un acino,
sapendo che un giorno diventerà vino,
e lo guarderò avvolgersi sulle pareti di un bicchiere
mentre passerà mostrando
la consistenza del suo corpo;
un corpo curato e affinato nel riposo,
cullato dal tempo,
e lasciato nel buio e nel letto di una botte.
Il risveglio sarà dolce e lento:
in una bottiglia
consacrerà una dignità
che non lascerà mai cadere,
perché il vino è l'arte del sole, di acqua,
della terra e di persone.
Cercherò in loro,
le innalzerò in un bicchiere di cristallo
e regalerò parole
che non potranno mai far scordare
la saggezza nel vino.

 

Francesco Petruccioli

 

 

 

 

Nella vertigine di una goccia

Scendo morbido nei sospiri di un corpo amante,

e avvolgo in quei dintorni assetati

la mia essenza affinata da un tempo maestro;

nell'estro bagnato da sorsi profondi

un armonioso assaggio

si disperde in un miraggio

dove invito all'esistenza fra incanti e poesie.

Scendo morbido nei sospiri di un corpo amante

che lascivo ascolta muovermi nei suoi labirinti.

Condisco eterno il ricordo di una vertigine,

si riascolta prigioniera libera

custodita nel tempio soave

fra sguardi, sospiri

e sensazioni tornate leggere.

Fluido m'inseguo

e nel calice incontro il mio corpo adagiato,

cullato in un cristallo che espone il quadro dei miei colori.

Fluido mi trovo

e dolce seta scivolo,

volo sulle corde di una voce che decanta il mio essere.

E io mi perdo a cercare parole

che il vino nutre di una linfa vitale;

mi perdo a distillare quei versi

che il vino può creare o disfare;

mentre noi siamo un volto

e una piccola folle sostanza:

tenera offre piacere

a chi nel sapore vuole bagnare

la sua inebriante esistenza.

 

Francesco Petruccioli

 

CONTINUA.......