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Carducci
da " Ritmi e rime " :
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_ Sapendo
che un giorno
Francesco
Petruccioli
Nella
vertigine di una goccia Scendo morbido nei sospiri di un corpo amante, e avvolgo in quei dintorni assetati la mia essenza affinata da un tempo maestro; nell'estro bagnato da sorsi profondi un armonioso assaggio si disperde in un miraggio dove invito all'esistenza fra incanti e poesie. Scendo morbido nei sospiri di un corpo amante che lascivo ascolta muovermi nei suoi labirinti. Condisco eterno il ricordo di una vertigine, si riascolta prigioniera libera custodita nel tempio soave fra sguardi, sospiri e sensazioni tornate leggere. Fluido m'inseguo e nel calice incontro il mio corpo adagiato, cullato in un cristallo che espone il quadro dei miei colori. Fluido mi trovo e dolce seta scivolo, volo sulle corde di una voce che decanta il mio essere. E io mi perdo a cercare parole che il vino nutre di una linfa vitale; mi perdo a distillare quei versi che il vino può creare o disfare; mentre noi siamo un volto e una piccola folle sostanza: tenera offre piacere a chi nel sapore vuole bagnare la sua inebriante esistenza.
Francesco Petruccioli
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