INFORMAZIONI
STORICHE E GEOGRAFICHE
NOVARA DI SICILIA
(Provincia di Messina) e' adagiata su un dolce declivio delle ultime propaggini
del versante settentrionale dei Monti Peloritani, a 670 metri sul livello
del mare, distesa ai piedi di due rocciosi rilievi e contornata da floride
pinete, si presenta scenograficamente tra i più pittoreschi centri
montani della nostra Isola.

A sud di essa si ammira la
maestosa mole della Roccia Salvatesta (mt. 1300) e Rocca Leone (mt. 1221)
alle cui falde esisteva, sin da epoca remota, l'antica NOA che si presume
fondata dai Sicani
A Nord l'incomparabile spettacolo
delle isole Eolie che sembrano cullarsi sulle azzurrine acque del corrusco
Tirreno mentre ad est Capo Milazzo e ad ovest Capo Tindari chiudono questo
stupendo scenario. Per il suo ubertoso territorio venne denominata dai
romani "Novalia" ("Novalia culta" = campo di grano) e dagli
arabi "Nuhar" = giardino, orto, fiore. E' raggiungibile attraverso
la statale 185 che dal bivio di Salicà (sulla Nazionale Messina-Palermo)
inerpicandosi sui monti Peloritani, raggiunge Portella Mandrazzi (mt. 1128),
Francavilla Sicilia e poi Giardini Naxos.
Per maggiori dettagli su
come raggiungere Novara di Sicilia visitate il nostro sito sui SERVIZI.

Ha dato i natali a poeti,
artisti, uomini di cultura e di legge. Molti monumenti, opera di artisti
locali, abbelliscono le principali piazze e vie del Centro. Nei vecchi
palazzi signorili, ancora permeati di sapore medievale, troviamo segnati
non solo i passi della sua storia, ma anche l'evolversi naturale dei suoi
costumi.
In passato Novara assolse
un ruolo preminente nella vasta zona del suo comprensorio, in quanto dominava
il territorio che collegava il mar Tirreno con lo Jonio. Infatti, unica
strada, la piu' breve, che da Tyndarys e da
Mylae
e Abakainon portava a Naxos e Tauromenium,
era quella che attraversava il suo territorio.

A salvaguardia di questa
importante via di comunicazione si ergeva, su una strapiombante rupe, il
Castello, sede della autorità amministrativa e militare.
Intorno al Castello che fu
riattato dai Saraceni e successivamente dai Normanni,
ma la cui fondazione si presume avvenuta sin dal V secolo ad opera dei
Goti, prese a svilupparsi rapidamente un borgo rurale, il nucleo
urbanistico originario dell'odierno abitato.
Per approfondimenti:
http://www.eutasis.it/grandtour_aprile/novara_di_sicilia1.htm
L'abitato che conserva ancora
il fascino di un tipico
borgo medievale, e' solcato da vicoli
tortuosi ma caratteristici, talvolta sormontati da archi di raccordo fra
gli edifici ai lati opposti della strada. Le strade, ad eccezione di quelle
principali che erano lastricate, si conservavano, sino a qualche anno addietro,
tutte in acciottolato rotto sovente in lunghi scalini lievemente inclinati
per assecondare il pendio orografico; minimo il salto di rottura fra un
piano e l'altro per facilitare il transito degli animali da soma.
Chi vi si portasse d'inverno
resterebbe estasiato dal lento fioccare della neve che imbianca gli spioventi
tetti di tegole di cotto, le cime dei tanti campanili, i sagrati delle
trecentesche Chiese di San Nicolò, San Francesco, San Giorgio
e Sant'Antonio, vivacizzando il fluire monotono della stagione
invernale.
Ancora si può vedere
qualche "cannizza" sulla quale vengono messi ad essiccare
al sole fichi, pomodori ed altri prodotti della terra. Questo gesto del
conservare è un gesto di prudenza ereditato dai Novaresi al fine
di prolungare il piacere regalato dal sapore dei frutti.

La continuità di questi
rapporti con i prodotti della terra dimostra quanto ancora sia radicata
e vissuta l'identità contadina di questa gente onesta e laboriosa.
Questa terra nasconde un patrimonio storico, artistico, culturale e linguistico
di grande importanza che giova anche per capire i processi storici della
nostra Isola.Basti ricordare: "le grotte della Sperlinga",
un riparo con industria paleolitica esistente nella frazione San Basilio
(a pochi chilometri dal Centro) che è quel giacimento che ha dato
il via alla ricognizione del mesolitico siciliano, ove sono stati portati
alla luce una infinità di reperti archeologici.
Del materiale rinvenuto a
seguito della campagna di scavi diretta dal Sovrintendente Bernabo' Brea
dal 3 al 19 Maggio 1951, venne ripreso in esame dalla Dott. Madaleine Cavalier,
oggi conservatrice onoraria del Museo Archeologico Eoliano e dal Dott.
Italo Biddittu dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana, i quali vennero
nella determinazione che: "il giacimento ha rilevato diversi livelli:
a) - uno strato dell'inizio
dell'eta' del bronzo;
b) - uno strato neolitico;
c) - uno strato privo
di ceramica con industria microlitica di tipo epipaleolitico.
Nello strato neolitico
furono rinvenuti interessanti microliti di ossidiana. "
A pochi chilometri dal Centro,
nella frazione Badiavecchia, possono ancora ammirarsi i ruderi del Monastero
Cistercense risalente al XII secolo, dedicato a Santa Maria
de la Noharia che sorse per volere di Bernardo di Chiaravalle
e dei Normanno re Ruggero II, il quale lo dotò di terre
e privilegi confermati successivamente dal nipote
Federico II degli
Hohenstaufen il quale verso il Monastero di Santa Maria la Nohara
ebbe un riguardo particolare perche' possedeva in quel territorio un regio
Parco di caccia ove vi si recava spesso quando le ragioni di stato glielo
consentivano.
Dal punto di vista liguistico
Novara appartiene a quei pochi centri dell'Isola, quali San Fratello, Nicosia,
Sperlinga ecc..., in cui assieme alla lingua nazionale e al dialetto siciliano
nella sua polimorfia geografica, si parlano varieta' alloglotte che risalgono
all'XI e XII secolo a seguito di una colonizzazione Lombarda e di latini
continentali. A Novara e nel suo territorio si parla un dialetto
Gallo-Italico
che è ancora vivo e vitale ed in uso presso
tutti gli strati sociali.
Questa isola linguistica
ricca di cultura, di storia e di tradizioni tramandateci oralmente e con
poca contaminazione dagli abitanti, e' stata ed e' fonte di studio da parte
di eminenti studiosi e riveste una vasta importanza nel campo linguistico
filologico.
(Per gentile concessione
del Prof. Giuseppe
Labisi, dialettologo di fama internazionale)
PER APPROFONDIMENTI
www.comune.novara-di-sicilia.me.it
Per
approfondimenti (e critiche) sul Dialetto Gallo Italico visitate
il sito di Nino Granato.
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NOTIZIE
- NEWS
NOVARA E' IN LUTTO
E'
partito, in silenzio, per le dimore eterne nella freddosa notte del 15 Dicembre
2001.
Ci
sono, a volte, nelle piccole comunità, personaggi che lasciano traccia di sé
per le loro peculiarità, per la capacità di imporsi, per la generosità
nell'agire, per il senso del bene comune. Dotato di una brillante intelligenza,
mal sopportava la menomazione fisica che l'imperfezione della natura gli aveva
imposto, e si relazionava con l'altro in una condizione di amore e di contesa,
mai di odio (non ne era capace) Qualcuno avrebbe potuto vedere in lui un novello
Cecco Angiolieri che nel suo epitaffio funebre volle fosse scritto: "..di
tutti disse mal, fuorché di Cristo...".
Ma, è pur vero che le sue doti d'intelligenza, lo sforzo di superare il suo
limite operativo (la piccola azienda che era riuscito a mettere su era il suo
orgoglio), la disponibilità volontaria nel soccorrere chi necessitava della sua
opera, l'attaccamento incommensurato alla tradizione ed al bene paesano,
colmavano i suoi vuoti e ce lo hanno fatto amare.. .Turillu era di tutti! Ora
che egli è nel mondo dei più, accanto alla Madre Assunta il cui simulacro
addobbò, ad Agosto per anni, con grande amore e maestria, noi ci accorgiamo di
averlo amato e che manca a noi ed al paese. Anche morto, parla ancora a noi e
sollecita la nostra riflessione sulla nostra capacità di comprensione dell'
altro, sulla nostra arroganza e superficialità di giudizio, sulla nostra
giustizia, sul nostro attaccamento al paese, sulla nostra disponibilità al bene
comune. Ciao, Turillu!
Oggi stai molto meglio che fra noi!
- Arrivederci!
Arc.
Don Enrico Ferrara
Tratto dal n°0/2002 del ciclostilato
"A Nugià" a cura dell'associazione culturale
"L'egida di Minerva"
DISPONIBILE LA VIDEOCASSETTA DEL FERRAGOSTO
Per i dettagli consultate
il sito ufficiale di Novara di Sicilia:
www.comune.novara-di-sicilia.me.it
LA PRIMA COMMEDIA VIRTUALE
A DISPOSIZIONE SU INTERNET IN DIALETTO GALLO ITALICO.
A
CAVAGNA DA ZI' CARMILLA.
A
CAVAGNA DA ZI' CARMILLA IN VERS. ZIP
IL SITO UFFICIALE
DELL'ASSOCIAZIONE CALCISTICA AC NOVARA, CON LA STORIA, GLI AGGIORNAMENTI
IN TEMPO REALE DEI RISULTATI,
GLI SPONSORS DELLA SQUADRA
DI CALCIO.
UN SITO PROFESSIONALE
RICCO DI FOTO E TESTI.
http://www.acnovara.it
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POSTA AL COMUNE DI NOVARA
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Prospettive Novaresi
Novara di Sicilia, dichiarata
di notevole interesse pubblico per l'intero territorio, giusto decreto
dell'Assessorato Regionale ai BB. CC. e P.I. del 12/08/1997, offre i palazzi
gentilizi del centro storico, i ruderi del castello saraceno, le strade
in basolato ed acciottolato, frutto del lavoro degli scalpellini locali,
oggi in ripresa, i mulini ad acqua, la cripta del Duomo con le sue mummie
e quella di San Nicolò, il reliquario del 1700 in cui si custodiscono
reliquie del X secolo dei resti di Sant'Ugo Abate, il centro storico di
Badiavecchia, sede del primo Monastero Cistercense in Sicilia, il museo
etno-antropologico di palazzo Stancanelli, i monumenti bronzei, la stazione
mesolitica in contrada Sperlinga, la rocca Salvatesta (il Cervino di Sicilia),
Mandrazzi e la Pineta, il patrimonio artistico-monumentale parrocchiale,
il famoso torneo del "Maiorchino" (formaggio tipico) che si svolge durante
il Carnevale, il patrimonio linguistico "Gallo-Italico", gli organi del
'700 (S.Nicolò - SS.Annunziata), l'edificio dell'ex carcere mandamentale,
le molteplici tradizioni religiose e popolari, che culminano con la maestosa
Processione dell'Assunta del 15 Agosto.
Offre i prodotti tipici:
il maiorchino (formaggio pecorino la cui lavorazione segue un procedimento
particolare: sono interessati al momento l'Università di Palermo,
l'ESA, il LEADER 2 e il Patto Territoriale); i prodotti della panificazione:
"i pizzarò", "i pistuluritti", "i mulligò", "i turtò",
"a guastella", "i frittui" (carne di maiale); "lampi e troni", "i cannori
ca ricotta", "i jditi d'aposturu", "i cassatelli", "i ravijò", "i
maccarò", "a pasta ncasciàda".
L'Amministrazione Comunale,
in considerazione delle notevoli potenzialità culturali, ambientali,
storico artistiche e paesaggistiche che Novara possiede, vuole valorizzare
questo centro montano che potrebbe divenire un polo turistico alternativo
e/o complementare alle note località di Taormina - Valle dell'Alcantara,
Tindari-Milazzo-Isole Eolie.
La promozione turistica
e socio culturale di questa area interna non solo contribuirebbe alla conservazione
di un patrimonio storico-artistico ed architettonico di certo valore, ma
permetterebbe alla provincia di Messina di offrire ai visitatori un pacchetto
turistico completo delle diverse realtà di cui è ricca la
nostra regione.
Il paese sta vivendo il
concretizzarsi del progetto di sviluppo rurale LEADER 2 "Fiume Alcantara"
e sta partecipando alle iniziative di programmazione negoziata col Patto
Territoriale dell'Alcantara - comune capofila Taormina
LA
PROCESSIONE
DELLA
MADONNA ASSUNTA
Ferragosto Novarese 2002
Non mancate all'appuntamento!
Una Testimonianza
di Fede e Devozione
La Festa del 15 Agosto
è
un frenetico, devoto, via vai al Duomo con la partecipazione di tante Messe,
tutte abbondantemente partecipate. Alle 11,15 si celebra il Pontificale
di Mezzagosto reso solenne dalle melodie di Perosi.
La grande Processione dell'Assunta
ha inizio alle ore 21.00 in punto. Pochi minuti prima, alla presenza di
una folla di devoti, vengono accesi i circa 150 ceri posti sull'artistica
Vara in legno, finemente decorata. Le candele, sistemate con altalene di
motivi, da mano esperta, in modo da formare una piramide quadrata tronca,
coprono la statua fin quasi alle braccia. La Statua è adornata con
gioie, monili di valore donati nei secoli dai devoti: spiccano il cinto
in oro massiccio, una fascia sul petto anch'essa in oro massiccio, un cuore
in grandezza naturale in oro, costellato di diamanti e il prezioso stellario
con 12 delicate auree rose, sormontato da un fregio "'a frasca"
che durante il cammino "trema" in un gioco di riflessi.

Nessuno vuole perdere l'abbraccio
materno della Vergine. Vi sono persone, non Novaresi, che affrontano un
lungo viaggio per vivere quell'attimo di Grazia. La dolce e commossa espressione
del volto di Maria, umanizzata dalla calda luce delle candele, ha fatto
ritenere che una forza del Cielo avesse guidato la mano dell'artista (il
maestro Filippo Colicci la scolpì nel 1764).
La difficile discesa della
tozza gradinata del sagrato, alla emozione generale, aggiunge la "suspense"
e sono tante le braccia che si levano nel tentativo di trattenere la Vara.
La processione, tra gli "Evviva", le melodie della banda
e gli spari, va avanti per le strette strade medievali, seguendo lo stesso
secolare percorso. C'è chi avverte un che di paganesimo, chi trova
il Sacro misto al Profano, chi vede nella manifestazione uno spettacolo
folckloristico. Ed hanno tutti ragione! ma, non si può negare che
ciascuno dei presenti come dei Novaresi che, sparsi per il mondo, non hanno
avuto la possibilità di tornare al paesello, quella notte
prega e gioisce, chiede e spera.
L'ultimo tratto di Processione
che si protrae a notte fonda è così suggestivo e toccante
al punto che i fedeli si ritrovano a camminare "all'indietro" nell'intento
di seguire ogni attimo della danza cadenzata della Vergine Assunta.
20.000 persone (dati
forniti dall'amministrazione comunale) hanno seguito la Processione il
15 Agosto 2000.
IMMAGINI E TESTI TRATTI
DALL'OPUSCOLO GUIDA "UNO SGUARDO SU NOVARA" A CURA DELL'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE DI NOVARA DI SICILIA.
English
Version
PER APPROFONDIMENTI
www.comune.novara-di-sicilia.me.it
RICORDO DI Emanuele
Bucalo , BARITONO NOVARESE
La affascinante storia
di un artista che, dopo una vita di successi e di gloria in tutto il mondo,
a cavallo tra due secoli, ritorna nella sua Novara.
VOGLIA
DI TREKKING ?

Per
chi si volesse abbandonare alla vertigine di panorami di inusitata bellezza
e di immaginifiche policromie, la Rocca Salvatesta (meglio conosciuta come
Rocca Novara) fa al caso suo. Con i suoi 1340 metri è la seconda
vetta dei Peloritani, di cui è l'avamposto più occidentale,
se escludiamo i rilievi del Bosco di Malabotta, considerato quasi un territorio
a parte. Oltre ci sono i Nebrodi.
Certo,
parlando dei Peloritani e Nebrodi, ma anche di Madonie, non è possibile
stabilire una delimitazione netta, in quanto si tratta di un'unica catena.
Diverso il discorso sul piano strettamente geomorfologico, tante sono le
differenze che corrono fra di essi. Comunque, quale confine convenzionale
tra Peloritani e Nebrodi vengono indicate le Portelle Pertusa e Mandrazzi.
Individuare
la Rocca di Novara è agevole, non solo per la sua forma triangolare
(viene infatti indicata come il Cervino di Sicilia), ma anche per la sua
posizione, che le permette di essere vista da mezza Sicilia in quanto posta
in una posizione molto felice e dal mare, tanto che anticamente serviva
come punto di riferimento per le navi che solcavano il mar Tirreno.
Ad
essa si arriva percorrendo la strada statale 185, cioè l'arteria
che unisce il versante jonico a quello tirrenico. Venendo da Messina si
esce al casello autostradale Barcellona Pozzo di Gotto e si imbocca la
"SS 185" per Novara di Sicilia. Lo si oltrepassa e si procede verso Portella
Mandrazzi (980 m), dove, al km 27, affrontiamo a piedi la carrareccia che
inizia a sinistra.
Il
percorso, in costante salita, avviene nella prima parte in mezzo a un fitto
bosco di castagni e roverelle. Usciti dal bosco la strada procede a mezza
costa fra nude rocce punteggiate da una rada vegetazione. Sulla destra
si apre una sorta di anfiteatro delimitato da una parte dalla fiumara di
Fondachelli Fantina.
Questa
è una zona molto particolare e fragile sul piano geologico per l'alta
erosività: basti pensare ai cosiddetti "Ritagli di Lecca", un movimento
franoso imponente di indiscutibile fascino,e al gigantesto costone percorso
da una profonda fenditura che incombe sulla valle del Fondachelli.
L'ascesa
verso la Rocca è abbastanza agevole, anche se ad un certo punto
il sentiero si impenna e corre tra rocce nude di calcare che sembrano scolpite
dall'uomo.La primavera è il periodo migliore per salire in cima
alla Rocca (discorso che vale per quasi tutti i percorsi), perchè
aumentano le possibilità che sia sgombra di nuvole, ma è
anche vero che è opportuno coprirsi il capo per bene per non prendersi
spiacevoli colpi di sole.
Una
volta in cima si viene colti da una sorta di vertigine, di euforia. Sarà
l'altezza, saranno i magnifici panorami che si aprono a perdita d'occhio:
le isole Eolie, i Nebrodi, Montagna di Vernà, l'Etna,
maestosa e possente, la valle dell'Alcantara, l'Aspromonte...
Sarà
quel che sarà, la Rocca di Novara è uno di quei luoghi in
cui bisogna salire per capire ed apprezzare una delle tante facce della
Sicilia, quel suo volto contraddittorio e variegato, fatto di tante cose:
di boschi inflitti e di deserti pietrosi, di vallate profonde (scavate
nei fianchi delle montagne quasi fossero unghiate di un gigantesco rapace)
e di paesaggi alpini, di fiumare secche e polverose e di copiose cascate.
Ma
anche di leggende. Come quella che vuole che la Rocca Salvatesta prima
che scoppiasse la guerra di Troia, fosse abitata dai Ciclopi, che si rifugiarono
sulle alture dell'antica NOA (l'antico nome di Novara), non soltanto per
sfuggire alla devastazione della lava dell'Etna, ma anche per allontanarsi
dalla costa ed evitare così "le incursioni dei popoli d'Italia,
della Grecia e dell'Oriente che avevano la bramosia di occupare la Sicilia".
Se
non siete stanchi potrete effettuare una breve escursione alla famosa grotta
di Sperlinga, a San Basilio. Si tratta di un eccezionale esempio, insieme
con la grotta Corruggi di Pachino, di stazione mesolitica. In essa, infatti,
sono state rinvenute incisioni lineari su pietre; presenti pure ceramiche
impresse che sono databili dal Neolitico antico in poi (6000-4000 a.c.).
(articolo
di Marcello Mento tratto da "La
Gazzetta del Sud")
Leggi
l'articolo completo su
http://www.sikania.it/mensile/apr00b.htm
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APPROFONDIMENTI
www.comune.novara-di-sicilia.me.it
http://www.stsitalia.it/Guida/ME_P2.htm
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