Poesie

Versi dedicati a Novara di Sicilia, di diversi autori

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Unico ed intimo testimone

"Unico ed intimo testimone d'un epoca a noi ignota è quella rupe, la Rocca Salvatesta, che abbiamo veduto nascendo, ed abbiamo contemplata adulti. Con essa ci siamo rallegrati vedendola la mattina indorata dal primo raggio di sole e poi salutata la sera dall'ultimo.

L'abbiamo veduta coperta di neve, poi sbattuta dall'aquilone e dal fulmine: l'abbiamo toccata, ci siamo stati sopra.

Lungi da essa, l'abbiamo sognata e ci è parso di vedere Novara, la nostra casa, il nostro focolare, le persone amate. Con gioia l'abbiamo riveduta e col cuore quasi abbracciata. Ci è stata sempre presente. Vecchi e curvi sotto il peso degli anni e delle delusioni ad essa tardo ed ansioso volgerem lo sguardo, la risaluteremo ancora una volta trepidanti e sconfortati, poi, un'altra e un'altra ancora.... poi l'ultima.

Sarem cenere, ma essa udrà ancora le armonie della vita e sarà sempre là immobile e grandiosa, finchè un soffio dell'onnipotente natura la frantumerà, confondendo quei granellini fra gli immensi atomi del Creato."

✒️ Gaetano Borghese, storico novarese — 1875

Novara!

È il tuo richiamo, il tuo ricordo, la tua fanciullezza, la tua adolescenza, l'arcobaleno dei tuoi sogni, la girandola dei tuoi pensieri, l'epicentro  dei tuoi affetti, che si moltiplicano e non svaniscono, un cantico che inebria, una certezza che ti ringiovanisce.

Novara!

È lo scintillio delle tue pupille,

il sorriso delle tue labbra... il palpito più dolce del tuo cuore, la tua vita di oggi, quella di ieri dei tuoi!

Novara!

Con le sue case antiche e nuove, alle falde della Roccia Salvatesta, sferzata dalla pioggia levantina, dal turbine della neve,

baciata dal sole,

avvolta dalla nebbia, con le sue viuzze e vicoli in cui hai sgattaiolato ragazzo, con i suoi ballatoi di favola,

è il tuo paese, il tuo mondo!

"Scava nel suolo, e cerca del paese le radici eterne, dovunque è un'ombra d'albero che si raccoglie su te".

Novara, "nutrita di roccia, tu affondi nella roccia le tue radici e t'è impresso sul volto di fiore il mistero della madre pietra".

✒️ Ada Negri — 1925

da «I canti dell'Isola»

NOA

NOA

Dei monti ridenti sul mare,

della Rocca che a picco s'innalza

e sussurra materna e superba

le leggende più care e più belle,

tra crepe ascose di secoli andati,

di vestigia, di guerre e di fasti

della terra che i natali mi diede,

io parlo ...

Dei tetti rupestri ed aviti,

di vie ciottolose ed anguste,

coi ricordi di oggi e di ieri,

sussurranti i fatti e la storia,

dei cocci di un tempo remoto

e le ansie di gente risorta

da un servaggio di tristi deliri,

io parlo ...

Della Noa antica e montana,

dei suoi figli migliori nel tempo,

di cenobi, di templi vetusti,

di quei luoghi di martiri e prodi

ed asilo di santi e beati,

ove dormono i miei e mio padre,

dopo il breve ed aspro cammino,

io parlo ...

✒️ Ugo Di Natale

Noara

Noara

Ritta s'innalza a picco e l'alta testa

cela fra nubi e per quasi gigante

che a l'aerea magion sostegno appresta.

Or sostenuta da la nebbia errante

par che si avanzi, e la nevosa cresta

sull'azzurro torreggia luccicante.

A quel monte sommessa, il sol rischiara

la bella e solinga terra di Noara.

In ordin vago le casette bianche

dolcemente discendono il declivio.

Greppi muscosi, fertili valanche.

Vallate sparse di pallente ulivo,

quivi una gotica chiesa e là benanche

alto s'estolle un campanil giulivo.

E un diruto castel, una Badia

primeggian soli su per l'erta via.

Anche da lungi ti saluto, o bella

piaggia che desti asilo al mio dolore,

quando seguir la madre e la sorella

dovetti, al tempo del comun terrore.

Allor fu cerca ogni rimota cella,

la propria vita allor più s'ebbe a cuore.

Ma giorni io trassi in sicurtade amara

mentre ergevasi altrui funesta bara.

Fra me dicea: - Quei rovesciati massi,

quei frantumi, d'ellera conserti,

portan ancor di sanguinosi passi

le impronte; e questi baluardi inerti

rifulsero di lance, e d'alti chiassi

s'udiro rimbombar questi deserti.

Su gli spaldi ove i nidi il gufo aduna

fors'anco sventolò la Mezzaluna.

Allor, volgendo altrove il guardo intento

lo fermavo sovente al mar lontano.

E' un promontorio, scarso monumento

d'una città ch'or serba il nome vano.

Tindari fu, dove il mal talento

ancor fe' noto il predator romano.

Eremo or fatta, ogn'anno, a sciorre un voto

solo v'accorse il popolo devoto.

Poi miravo nel centro la serena

valle cui rammentar m'è sempre dolce.

Un monte quivi dall'eretta schiena

al ciel si estolle e un villaggetto folce.

E' Tripi; e forse lì sorse Abacena.

A questa scabra rupe, che soffolce

sol capre, il montanar tremando riede

ove l'antica Sterope ebbe sede.

E se lungi n'andrò, piaggia diletta,

e più non godrò la tua bella vista,

la memoria di te non mai negletta

sarà da me, per sorte lieta e trista.

L'aria dei monti che tanto mi alletta,

la pace che il pensiero vi riacquista

e ogni erboso sentier mi fan più cara

la montuosa e placida Novara.

✒️ Maria Cristina Anselmo

NOVARA

NOVARA

Forse che busso invano alla tua porta,

sicula Novara, per aprire il cuore

all'ombra scura delle tue querci,

ovvero salgo il Pizzo Salvatesta

per indorare i miei capelli bianchi

ai forti miti dell'età tua prima?

Risponde l'eco delle tue campane

che soffia il vento verso la marina,

ov'io seggo pensoso, innamorato,

con la bocca dolce del tuo rosolio

nell'antico caffè della piazzetta

che cova l'ombra della mia memoria.

Ancor oggi, verrò (ma non più quello)

pellegrino dolente, a spargere

rugiada viva sulle speranze

che rinverdiscono ad ogni primavera.

Amico volto mi farà da specchio

per contare le rughe dell'attesa

che il tempo scava nella dura roccia.

Sfavilla il sole al bronzo dell'Artista,

fiammeggia il sole al marmo del tuo Eroe,

sempre fedele alla grande festa

che chiama i figli dai lontani lidi.

Ti prego, non ridere svogliata

come disciolta nebbia nella valle;

non essere crudele, anche se il cuore

t'hanno aggredito i nuovi saraceni.

Io non t'amo per dote, ma perchè bella

si erge la Rocca, aperta ai mondi

infiniti delle stelle ed è granito

il tuo volere tra le alpestri rupi.

Or che l'afoso mondo del petrolio

violenta il cielo della mia Sicilia,

Tu dici: - "vieni, amante della pace,

tra le mie braccia ossigenate e pure ". -

✒️ Nello Cassata

NOVARA...!!

NOVARA...!!

Nuvara terra sacra e mè ricordi

cù la tò "Rocca" maistusa e granni

ca signu è di rispettu e libirtati

tu 'ntà lu munnu onuri e amuri spanni!

Tu 'nta li tò vaneddi mi criscisti

dannumi 'nsignamenti e tanti amuri

comu fici mè matri, e mi 'nsignasti

ca l'animu si forgia 'ntò duluri !!!

S.Giorgi, a Nunziata, la Batia,

Vallò Faanga, Arangia e Santa Maria,

stì posti cui scurdari si li pò?

Chista è Nuvara, sù li me ricordi,

è parti di la vita mè passata

di chidda vita chi giammai la scordi,

ca fu la giuvintuti spinsirata !!

✒️ Pippo Labisi

Serenata

Serenata

Billicchia chi d'arrètu a ssà fièsra

tu mi pustij quannu di ccà passu

òprimi a porta ch'èu mi stàiu a rassu

e nun ti 'fferru e 'mpagi ti lassu.

Ma si tu vòi, 'nton sàutu 'mbillicu

ppì senti la tò bucca prufumada

e 'nghirucchiuri comu fà un minniccu

ti prighiria di dèmmi nà basgiada !!

Quannu a lu ruggiu vài ccù bumbaèllu

e porti l'acqua frisca ppì la casa,

ti cantu sciadu mèu chistu sturnellu:

tu sì comu nà rosa villutada:

fliglitta biella sì megliu i nà fada

tu spanni oduri e amuri 'ntà cuntrada

èu spettu u jornu chi mi d' di sì

ma riddugidi si nnò mi fài muì !!

Sciadu, quannu ti scontru ppì la strada

spanni chiù oduri di nà sciura-viora

chiù biella sì i nà rosa villutada

la tò parrada è dùcia chi cunsòra

la tò faccicchia è russa e giriusa

la tò bucchitta è ducia e saburusa

tu hai tutti i billizzi di nà fada

e ti vuissi prestu comu spusa!

✒️ Pippo Labisi

Il mio paese

IL MIO PAESE

Ai piedi di un monte,

che il mare sovrasta

con le isole Eolie,

sorge un paese,

tra verdi convalli,

e canti d'uccelli.

E' la terra mia cara,

si chiama: Novara

E il monte l'abbraccia,

in amplesso materno,

d'inverno ammantato

di candida neve,

i venti respinge,

la pioggia contrasta,

con l'alta sua cima

avvolta di nubi

S'innalzano alte,

su tutte le case,

le cuspidi aguzze

di chiese vetuste

che, a sera, diffondono,

per valli remote,

l'invito a pregare,

nell'ora più pia

per il buon Redentore

e la Madre Maria

Novara è la terra

di storia ed eroi,

che trepidi in guerra

da forti lottarono,

di geni e di santi

è stata la madre.

Noi tutti l'amiamo,

con monti e le strade.

Gran Dio, spargi grazie

sulle sue contrade !

✒️ Ugo Di Natale

La roccia

LA ROCCIA

O roccia Salvatesta, solitaria,

Io salgo con ardor sulle tue cime

T'avvolge l'ampia nudità dell'aria

T'amerò sempre d'un amor sublime.

Sei tu di beltà quasi divina,

Si apre in fondo ridente la marina.

✒️ Rosario Orlando

da «Rugiada su Novara»

Te, Novara amo

TE, NOVARA AMO

Sia che placida all'ombra

dell'alto macigno

cullata nel grembo

t'adagi;

Sia serena, ridente,

tra folte pinete,

al cielo svettanti,

t'elevi;

Terra ch'alpestre, sovrana,

antica e superba,

il mare Tirreno

sovrasti;

E, teste sul monte,

l'illustre Abaceno,

un tempo fiorente

vedesti;

Mentre prosi ed artisti,

poeti e scrittori,

all'arte, alla Patria

sacrasti;

Te, regale ed altera,

gentile, ospitale,

mia cara NOVARA,

io AMO !...

TE, eremo di Santi,

di Fede gran Tempio,

d'oranti conventi

adoro !...

Te, co' dolci tramonti

con l'erbe aulenti,

co' fiori dei monti,

ammiro !....

✒️ Ugo Di Natale

Gli scherzi di... S. Ugo

Gli scherzi di...... S.Ugo

Cchiòvi o nun cchiovi, ntà stagiunada,

avidi sempri l'acqua raziunada.

Vi dannadi, fimmini in cucina, che nun putidi calari a pasta, di mattina. E si fannu i tri, i quattru e puru i sei, sta scurennu, ma 'mpì l'acqua, nun sunnu affari mei. Manca u carburanti, a trivella è guasta, a tavura è imbandita e tali è rimasta. Vi veni di jttàri quattru santiuni, ma ristadi fermi comu veri minchiuni. Vi scenni u suduri, guardati a roccia, nenti lavaggi e nenti doccia. Si fa notti; l'acqua sta rivannu! Evviva, ecco! Farsu allarmi, mangiàdi a...secco! Vi dugnu un cunsigliu, senza affanno. Fagidivi a doccia suru a capo d'anno.-

✒️ Nino Paratore

A Nino Paratore

Ma dall'alto dei Cieli arriva la risposta......direttamente da S.Ugo !

A Nino Paratore

...E ora senti cà, caru Avvucatu.... Stà vota fusti propriu esageratu!... A Nuvara, è veru, l'acqua manca; "Spettari e nun venìri spessu stanca!" Non c'è mancu bisognu ì santiari.... Chiuttostu, tanti cosi s'hannu a fari! Tu sì un bonu patri e un bon maritu... Sì, tra tutti i mè figli, u preferitu! Ed è veru chi amu anchi schirzari..... Ma un bellu serbatoio t'u poi fari!!! Di milli e centu litri, e ancora tanti! Cussì mangi, ti lavi e preghi i Santi !

✒️ A. Maria Cutroneo

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