⛪ Speciale Chiesa dell'Annunziata

Riaperta al pubblico dopo decenni

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Interno della Chiesa dell'Annunziata

Una riapertura attesa da decenni

Dopo un lungo periodo di chiusura, dovuto al crollo parziale del tetto, nel periodo di Ferragosto 2026 la Chiesa dell'Annunziata è tornata finalmente accessibile al pubblico. Si tratta, per ora, di una riapertura essenziale: l'edificio porta ancora i segni del tempo, ma le arcate, il nuovo tetto e le navate sono di nuovo visibili a tutti. Si tratta di un primo, importante passo verso il recupero completo di uno dei luoghi più carichi di storia di Novara.

Una storia lunga secoli

Sul frontone del portale maggiore si legge la data 1697, ma quella iscrizione racconta solo un rifacimento: la chiesa è certamente più antica. Già nel Cinquecento vi operava una congrega, e il gruppo marmoreo dell'Annunciazione che ancora oggi vi si venera — opera dello scultore Giovambattista Mazzolo, nello stile "gaginesco" tipico della scultura siciliana del tempo — porta la data del 1531.

L'interno si sviluppa su tre navate, scandite da due ordini di colonne a sezione quadra e arricchite da sette altari. Colonne e archi, tutti scolpiti nella pietra locale, non mostrano più il loro aspetto originario: nel 1873, in occasione della costruzione delle volte in gesso, furono ricoperti di stucchi. Un intervento che ha comunque regalato alla chiesa un fascino tutto suo. Il tetto fu gravemente danneggiato da un ordigno durante la Seconda Guerra Mondiale, e lì riparato.

All'altare maggiore, oltre al già citato gruppo dell'Annunciazione (impreziosito da smalti pregiati, con la statua dell'Eterno Padre murata in sommità alla cappella), la chiesa custodiva un crocifisso ligneo, le statue lignee dell'Addolorata e di San Sebastiano — quest'ultima del Cinquecento, giunta qui dalla chiesa un tempo dedicata proprio a San Sebastiano — e ancora la statua di Sant'Antonio di Padova (Seicento) e quella di Santa Rosalia. Un tempo la chiesa vantava anche un pregiato organo a canne, risalente al 1700. Il crocifisso e le statue sono adesso al Duomo.

Accanto alla chiesa si trova la torre, a cui si accede tramite una scala a chiocciola di 48 gradini in pietra. Lì sono custodite tre campane: una di queste porta incisi caratteri bizantini, in uso prima del Quattrocento, e permette di datare la costruzione della torre stessa — che non a caso ha l'aspetto di un torrione arabo. La Chiesa fu per lungo tempo sede della Confraternita di Sant'Antonio di Padova.

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Testo liberamente tratto e rielaborato dal testo "Uno sguardo su Novara".